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DOCUMENTARIO LUNGOMETRAGGIO

NICOLAY DIULGHEROFF: IL BULGARO NEL CUORE DEL FUTURISMO

SINOSSI

Come ha fatto, all’inizio del Novecento, un ragazzo di 19 anni di Kyustendil ad attraversare l’Europa e a diventare una delle figure più significative del Futurismo italiano? E perché in Bulgaria rimane quasi dimenticato ancora oggi?

Questo è il primo documentario lungometraggio su Nicolay Diulgheroff (1901-1982), un artista che riunisce pittura, design e architettura in un linguaggio visivo riconoscibile e lascia un’eredità che supera i confini nazionali.

Nato a Kyustendil in una famiglia di tipografi, Diulgheroff cresce tra inchiostro, carta, caratteri e grafica. A 19 anni lascia la Bulgaria e si dirige verso l’Europa. Vienna, Dresda, Weimar e Torino scandiscono il percorso del giovane bulgaro verso l’avanguardia europea.

Nel 1926 si stabilisce a Torino, la «Futuropoli» industriale d’Italia. Qui studia alla Scuola superiore di architettura presso l’Accademia Albertina e consegue il diploma nel 1932. Entra in contatto con Luigi Colombo, noto come Fillia, e Filippo Tommaso Marinetti, diventando una figura importante del secondo Futurismo. Torino non è soltanto la città della sua formazione architettonica, ma anche il luogo degli incontri decisivi con l’avanguardia europea e della sua duratura affermazione artistica.

Diulgheroff sviluppa un linguaggio visivo riconoscibile, nel quale geometria e razionalità incontrano il movimento, l’estetica della macchina e la «magia del colore». La sua opera attraversa pittura, collage, grafica, pubblicità, architettura, interni e ceramica. Dalle pubblicità per Cinzano, Campari e Amaro Cora a Casa Mazzotti ad Albisola e al ristorante futurista Santopalato a Torino, le sue opere rivelano un artista per il quale l’arte è inseparabile dalla vita.

Il film propone una nuova prospettiva di ricerca su questo universo visivo. Per la prima volta, un’indagine cinematografica esamina come il folclore e l’arte tradizionale bulgara (tappeti, costumi popolari, architettura, pittura murale religiosa del Risorgimento bulgaro e ceramica) abbiano influenzato il suo linguaggio visivo e il suo universo artistico. Nel dialogo tra Kyustendil e Torino emergono le radici bulgare di un’opera finora interpretata prevalentemente attraverso il prisma del Futurismo italiano.

Il riconoscimento arriva presto. Diulgheroff partecipa a decine di mostre dei futuristi in Italia e in Europa e tiene mostre personali a Milano, Torino, Venezia e Roma. Il suo nome compare otto volte nella storia della Biennale di Venezia: nel 1928, 1930, 1932, 1934, 1936, 1976, 1978 e, postumo, nel 1995. Le sue opere sono conservate in importanti collezioni museali e private italiane.

È proprio qui che emerge il paradosso da cui prende avvio l’indagine documentaria del film. Durante la sua vita, Diulgheroff tiene una sola mostra personale in Bulgaria, nel 1924, prima di stabilirsi definitivamente in Italia. Oggi alcune sue opere sono conservate anche nella città natale, Kyustendil, ma per il pubblico bulgaro l’artista rimane quasi sconosciuto.

Come può un bulgaro raggiungere il cuore dell’avanguardia europea e poi scomparire gradualmente dalla memoria culturale del proprio Paese?

Il film viene realizzato con la collaborazione degli eredi di Nicolay Diulgheroff, i figli Radoslav e Romano. Materiali provenienti dai suoi archivi personali, corrispondenza, opere e ricordi familiari arricchiranno il racconto della sua vita e del suo percorso creativo, avvicinando lo spettatore all’uomo dietro l’artista.

Consulente del film è il professor Gabriele Simongini, uno dei principali studiosi del Futurismo. Attraverso il suo sguardo specialistico e la sua partecipazione al racconto, farà luce sul ruolo di Diulgheroff nel movimento e sul suo contributo all’avanguardia europea.

Attraverso documenti d’archivio, opere, testimonianze familiari e incontri con studiosi, il film cerca non soltanto le tracce dell’artista, ma anche i meccanismi attraverso i quali la memoria di un autore viene costruita, conservata o perduta. L’indagine documentaria attraversa Kyustendil, Sofia, Torino, Albisola, Roma, Vienna e Weimar, collegando i luoghi della sua vita alle diverse interpretazioni della sua eredità artistica.

Questo film è un atto di restituzione culturale. Nicolay Diulgheroff è un artista bulgaro tra i pionieri del Futurismo, la cui opera appartiene tanto al patrimonio artistico italiano quanto a quello bulgaro. Ricostruendo il legame tra le sue radici bulgare e il suo posto nell’avanguardia europea, il film intende rendere questa connessione visibile, tangibile e convincente e riportare Diulgheroff nella memoria culturale della Bulgaria.